Venezia - S.Maddalena di Canossa

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Venezia

Case fondate da M.



In questa casetta ebbe inizio l'opera in Venezia, il 1° agosto 1812.
Può essere ancora individuata. E' situata in Campo S. Andrea.

Fa angolo con la chiesa omonima, succursale della parrocchia dei Tolentini, nel sestiere di  S. Croce.

L'affitto della casa fu sostenuto per un anno dalla Dama Loredana Priuli.
Con Maddalena in questa fondazione ci sono Elisabetta Mezzaroli, veronese,e Francesca Maria Ghezzi, ex superiora del monasteto soppresso delle Dimesse di Murano, unitasi alla Canossa il 26.4. 1812. (Mdc., Ep., I, p. 468, nota 3).

All'amica Carolina così Maddalena scrive:
"….si credette cominciare (l'Opera) quasi per prova in una casa privata presa in affitto... dove io sono da otto giorni con altre due compagne". (Mdc., 9.8. 1812, Ep., 1, p. 367).


Ex monastero delle monache agostiniane situato nella parrocchia di S. Geremia nelle vicinanze di Canal Regio. Il monastero " ".. sorgeva dietro la chiesa di S. Lucia ed era formato da vasti fabbricati che includevano due cortili, il primo più piccolo e il secondo circondato da un portico più grande. L'orto raggiungeva il margine della laguna" (G. MUSOLINO, Santa Lucia a Venezia, Storia-Culto-Arte, p. 75).
Le monache lo abitarono dal 1458 al 1806, anno in cui il decreto napoleonico soppresse i monasteri. Nel 1813 per concessione del Demanio e per opera del benefattore Alessandri diviene abitazione delle Figlie della Carità. Nel 1831 i Figli della Carità aprono nelle vicinanze un Oratorio per accogliere i ragazzi della zona. L'Oratorio era allora frequentatissimo. Maddalena di Canossa quando si trovava a Venezia passava dal convento delle Suore al vicino Oratorio per conversare con don Frencesco Luzzo e intrattenersi materialmente con i fanciulli.
Nel 1847 a causa dell'erigenda stazione ferroviaria il governo assegnò alle Figlie della Carità il monastero di S. Alvise e ai Figli della Carità l'ex monastero dei Francescani situato presso la chiesa di S. Giobbe. (Cfr. Mdc., Memorie, Rusconi, Milano 1988, p. 378).
Sul piazzale antistante l'attuale stazione ferroviaria è situata una lapide-ricordo posta dagli ex-allievi dei Figli della Carità. (Cfr. M. VANZO, Maddalena di Canossa, Esse-Ci-Esse 1985, p. 320).
Vi si legge:
"Accanto alla chiesa di 5. Lucia il 23 maggio 1831 la Beata Maddalena di Canossa fondava il primo Oratorio cittadino per l'educazione religiosa e civile dei figli del popolo ed iniziava l'istituto dei Figli della Carità "Canossiani"".

Gli ex allievi nel 150°
anniversario.









La chiesa e il monastero vennero fatti costruire nel secolo XIV dalla N.D. Antonia Venier e dedicati al Vescovo S.Lodovico (vulgo: S. Alvise).

Ricostruiti nel secolo XV, della chiesa originaria rimane la statua di S. Alvise posta sulla facciata e di recente restaurata. L'interno è decorato da tre capolavori di Giambattista Tiepolo.

Con decreto napoleonico (25.4.1810) chiesa e monastero passarono al Demanio e le monache vennero espulse. In seguito alla demolizione del monastero di S. Lucia per l'erigenda stazione ferroviaria (1847) S. Alvise fu dato alle Figlie della Carità Canossiane che tuttora l'abitano.








Dal 2 aprile 1931 la chiesa di S. Alvise venne eretta a parrocchia.Qui si può ammirare il Crocifisso un tempo situato nella chiesa dello Spirito Santo e donato dai fratelli Cavanis alle Figlie della Carità come ricordo assai caro a Maddalena di Canossa, davanti al quale spesso si recava a pregare.


 
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